In ricordo di George Best

Nel calcio si celebra il 10 come numero magico, la maglia che hanno vestito i più grandi campioni. Come si sa, però, altri grandissimi hanno giocato con numeri diversi, Cruyff con il 14 e Di Stefano con il 9.

La storia del numero 7 e dei giocatori che l’hanno portato sulle spalle non è da meno e può ugualmente orientare verso la conoscenza di alcuni fra i campioni più amati e popolari del calcio Prendiamo l’esempio di Lio Messi e Cristiano Ronaldo, i due calciatori più premiati con il pallone d’oro, premio è attribuito da una giuria a chi viene riconosciuto come migliore calciatore nella stagione agonistica precedente, che hanno vinto rispettivamente 8 e 5 volte. . Il primo veste la maglia 10, mentre il secondo la maglia 7 ed è conosciuto in tutto il mondo con le inziali del suo nome e questo numero, CR7.  Partendo da questo dato si può provare a capire se si tratta di una casualità oppure se nel calcio anche il numero 7 può raccontare una storia particolare. In effetti, tutto ha inizio quando, per un caso fortuito, Pelè prima dei mondiali in Svezia scelse la maglia numero 10 mentre un altro suo compagno prese, anche lui per caso, la maglia numero 7. Non era però un calciatore qualsiasi, si chiamava Manoel Francisco dos Santos, detto Garrincha, aveva una gamba più corta dell’altra a causa della poliomielite ma divenne l’ala destra migliore del mondo per il suo dribbling e il tiro. Il suo gioco era dominato da creatività, imprevedibilità e libertà totale messe al servizio di una notevole tecnica calcistica e viveva il calcio in modo totale e fondamentale, così come lo sono bere e mangiare.

Il 7 è espressione di tecnica e fantasia al massimo livello, quando se ne posseggono le qualità, ma non comporta la responsabilità di guidare la squadra, come è invece per il 10. Soprattutto per un club inglese questo numero ha rappresentato per molto tempo qualcosa di speciale e in esso calciatori veramente unici hanno ricoperto questo ruolo di ala destra: il Manchester United. In questa squadra la storia della maglia 7 inizia con John Berry, uno tra i pochi a sopravvivere al disastro aereo di Monaco di Baviera del 6 febbraio 1958, in cui il velivolo che trasportava la squadra si schiantò al suo terzo tentativo di decollo da una pista ricoperta di neve mista a fango, e che a causa delle ferite subite non poté mai più ritornare a giocare. In seguito sono stati ben cinque  i campioni che si sono avvicendati nell’arco degli anni a ricoprire questo ruolo: George Best, Bryan Robson, Eric Cantona, David Beckham e Cristiano Ronaldo. Ognuno con una storia diversa dall’altra.

Il primo, George Best, rappresentava in modo inequivocabile il concetto espresso dalle due parole genio e sregolatezza in campo e fuori dal campo, dove continuava a svolgere una vita assolutamente sregolata, arrivando  a rovinarsi completamente la vita e la salute per l’eccesso di alcool. Per le basette e i capelli era soprannominato il quinto Beatle. Tanto fu eccezionale sul campo quanto dannoso per se stesso al di fuori e smise di giocare al Manchester United ancora giovane, a soli 27 anni.

(Da A.Cei, Palla al centro. Psicologi a applicata al calcio)

 

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