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Sei disposto a sbagliare?

A qualsiasi età possiamo scegliere di cambiare

Si può sempre ricominciare

a patto di essere disposti a sbagliare.

Sbagliare per accettare di sbagliare

Non accettare l’errore è il principale ostacolo a migliorare. E’ inutile girarci troppo intorno, è proprio questa la ragione principale per cui oggi molti giovani si bloccano di fronte alle difficoltà, nessuno li guida in questo apprendimento. Non i genitori e non gli insegnanti. E se non imparano allora hanno un problema psicologico per cui, nel migliore dei casi, si va dallo psicologo. Oppure i genitori attribuiscono la responsabilità agli allenatori e viceversa. Di solito è una battaglia persa in cui ognuno resta sulle sue posizioni e i ragazzi/e non cambiano. Nello sport giovanile bisognerebbe considerare l’accettazione dell’errore come il parametro fondamentale per affermare che l’insegnamento fornito in allenamento ha avuto successo, così come il suo contrario. Non accettare di sbagliare annulla qualsiasi apprendimento tecnico. Il giovane infatti sviluppa un’aspettative non realistica e immagina che è bravo solo se non commette errori. Quando entra in campo con questo atteggiamento, non è in grado di sopportare la frustrazione di sbagliare e comincia ad arrabbiarsi con se stesso, con l’esito di giocare peggio e di ridurre l’impegno, poiché ritiene di non essere capace. A questo punto se genitori e allenatori non intervengono subito per cambiare questa reazione, il giovane la trasformerà in un modo di essere abituale, che ripeterà ogni volta che sbaglierà. A questo punto, sarà più difficile intervenire per sostituire questa convinzione negativa con una positiva.

Gli adulti devono essere consapevoli che la competenza è  l’uso dell’insieme delle conoscenze, abilità e atteggiamenti finalizzato a uno scopo ed esercitato nel contesto ed è determinata dall’integrazione fra:

  • Conoscenze – Ciò che si sa, «cosa» e come si sa, «come»
  • Abilità –  Quanto si è in grado di capire / comunicare / fare usando conoscenze imparate in allenamento
  • Atteggiamenti – Come si è e come ci si comporta in relazione all’uso delle conoscenze e delle abilità sportive possedute
Quindi la competenza sportiva non va confusa con l’abilità tecnica e l’atteggiamento da tenere in campo va insegnato come così come i fondamentali di gioco. Altrimenti si avranno giovani atleti dotati tecnicamente ma poco competenti nel fornire una prestazione sportiva adeguata al loro livello tecnico.

La regola di Guardiola: sbagliare per imparare

Un leader si riconosce anche dalle frasi che dice ai suoi giocatori. Guardiola, nuovo allenatore del Bayern, ha detto “Speriamo di commettere subito parecchi errori così impariamo prima”. Non avere paura di sbagliare è l’atteggiamento di chi ha una mentalità vincente, perchè ciò che è veramente importante non è inseguire la prestazione perfetta ma quanto si reagisce velocemente agli errori.

Dedicato a chi ha paura di sbagliare

“Nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso circa 300 partite. Per 26 volte ho creduto di fare il tiro-partita e l’ho sbagliato. Nella mia vita ho fallito spesso e ho continuato a sbagliare. Ed è per questo che ho avuto successo” (Michael Jordan ).

Tutti possono sbagliare

Il giovane campione italiano di golf Manassero è partito male all’ultimo torneo con tre bogey e un triplo bogey, cioè con un colpo in più in tre buche e ben tre nella quarta. Questo dato fa emergere in modo evidente che per nessuno è scontato fare bene, anzi come dicono sempre gli atleti “sono più la gare che si perdono che quelle che si vincono”. Questa è buona notizia, nonostante a Manassero non abbia di certo fatto piacere, perchè ancora una volta conferma che nello sport non c’è mai nulla di scontato e che ogni gara è una storia diversa che bisogna sapere interpretare. Meno male altrimenti pensate che noia per loro che giocano e per noi che li guardiamo.

Vietato sbagliare

Nel calcio sempre più spesso quando si parla di squadre e di arbitri si afferma che è “vietato sbagliare” si tratti di una partita, di un tiro, di una parata o di un rigore concesso oppure no. Il lunedì i giornali sono pieni di affermazioni infiammate con cui qualcuno se la prende con qualcun altro per gli errori compiuti. Si dimentica che una partita non è un evento che segue strade razionali e prevedibili ma si muove invece su un piano emotivo, che può esaltare o deprimere il gioco. Così deve essere: perchè come spettatori guardiamo le partite nella speranza di vivere delle emozioni, mentre osserviamo i calciatori alle prese con se stessi per tirare fuori il meglio di cui sono capaci. Esprimersi al meglio, gestendo in modo efficiente questi stati d’animo non è facile e noi spettatori ci esaltiamo nell’osservare l’impegno agonistico e la lotta che avviene sul campo mentre al direttore di gara chiediamo di saperla mantenere nell’ambito del regolamento. Vietare di sbagliare è un obiettivo impossibile, al massimo si può aspirare a giocare la partita perfetta sapendo, però, che sarà impossibile e che sbagliare è fisiologico  Non dimentichiamoci mai che in assenza di errori sarebbe inutile giocare e che le classifiche le farebbero i computer sulla base delle qualità tecniche delle squadre.