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La Roma, una squadra schiacciata dalle responsabilità

Ti assumi le tue responsabilità?

TAKE YOUR RESPONSIBILITY

Tre domande chiave per sapere se sei responsabile delle tue prestazioni:

  • Ti assumi la responsabilità ci ciò che fai o cerchi alibi?
  • Sei sicuro d’impegnare tutto te stesso o metti solo una parte di te?
  • Ti impegni nel tempo in modo intenso o il tuo impegno è discontinuo?
Identifica delle situazioni della tua vita in cui ti sei sentito responsabile delle tue prestazioni e altre in cui non lo sei stato e ti sei danneggiato.

Per Mourinho il Chelsea è crollato sotto lo stress

Mourinho descrive molto bene che cosa significa crollare sotto pressione dopo la sconfitta contro il Chelsea PSG.

“PSG ha meritato di vincere”, ha detto Mourinho. “Quando una squadra non può difendere due angoli, e concede due volte, la squadra non merita di vincere. Quando una squadra non può far fronte alla pressione di giocare in casa con un uomo più, e lo stadio non accetta che la squadra abbia il controllo il gioco e vogliono che vadano avanti e vincere … non abbiamo saputo far fronte a tale pressione. Per loro è stato facile: 10 uomini, organizzazione difensiva, due linee di quattro, lanci lunghi per il contro-attacco, in attesa di calci di punizione e angoli. Mentalmente loro non avevano nulla da perdere. Erano esperti, erano buoni, e se lo meritavano.
“Chiaramente alcuni dei miei giocatori non potevano far fronte a tale pressione. Le prestazioni individuali non sono state abbastanza buone. Quando concedete due volte da due angoli, si tratta di una mancanza di concentrazione, mancanza di responsabilità per far fronte agli avversari e lo spazio da controllare. Così abbiamo meritato di essere puniti con questo pareggio. Siamo spiacenti per questa sconfitta”.

Molti altri allenatori anziché responsabilizzare la squadra per gli errori commessi, avrebbero dichiarato invece che solo per alcuni episodi sfortunati la squadra non ha vinto.

Educare i genitori allo sport

La National Alliance for Youth Sports ha realizzato un programma educativo per i genitori dei ragazzi e ragazze che praticano sport per renderli consapevoli del loro ruolo e delle responsabilità così come dei modi per rendere piacevoli e positive le esperienze dei loro figli.

 

Le capacità mentali delle squadre di calcio

Inizia oggi il campionato di calcio. L’esclusione del Napoli dalla Champions League ha messo subito in evidenza l’importanza delle capacità psicologiche nel determinare la supremazia sul campo nonché il risultato finale. Fra le principali caratteristiche da osservare in partita per sapere se una squadra è positivamente orientata una partita vi sono:

  • Intelligenza tattica: fare la cosa giusta nel momento giusto
  • Combattività: non permettere agli avversari di trovarsi a loro agio quando giocano con noi
  • Tenacia: impegnarsi al massimo e soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà della partita
  • Responsabilità: accettare il ruolo e le consegne fornite dall’allenatore
  • Senso di appartenenza: sentirsi parte attiva della squadra, collaborare e sostenere i compagni in ogni momento
Vedremo durante il campionato quali squadre mostreranno maggiormente queste capacità psicologiche.

5emezzo o 6, bocciato o promosso

Voglio dirlo con chiarezza, troppo spesso oggi i genitori costituiscono il principale ostacolo allo sviluppo dell’autostima dei loro figli. Attaccano gli insegnanti e nello stesso tempo coltivano le giustificazioni che inducono i loro figli a non essere in grado di tollerare la minima frustrazione. Sono genitori che ritengono che l’mpegno e la dedizione al compito non sono necessari. Coltivano la cultura della colpa degli altri (insegnanti e allenatori) e non la cultura della responsabilità loro, come genitori, nei confronti dei figli.

Anni fa a mia figlia ho spiegato la differenza tra prendere 5 e mezzo oppure 6. Le dissi che probabilmente non c’era differenza fra quello che sapevano gli studenti che prendevano questi due voti. Talvolta gli insegnanti avrebbero anche potuto sbagliare scambiando i due voti. Lei però doveva ricordarsi una sola cosa: chi prende 6 è promosso e chi prende 5 e mezzo è bocciato. Il suo scopo era di stare sul lato positivo e non quello negativo, di conseguenza le dissi: prenditi la responsabilità e scegli dove vuoi stare. Questa è la realtà!!! I genitori devono ricordarsi che sono i principali educatori del futuro dei loro figli.

La follia del genitore che dopa non è un caso isolato

La notizia di oggi che un genitore obbligava suo figlio a doparsi perchè doveva diventare un campione di nuoto è solo l’ultima di una serie di episodi che mettono in luce come molti genitori non solo hanno rinunciato a svolgere il loro ruolo educativo ma addirittura ne diventano i principali sfruttatori per soddisfare le loro frustrazioni. Non rimpiango il tempo in cui i gentori svolgevano un ruolo autoritario principalmente nei confronti delle ragazze e in generale si disinteressavano di ciò che facevano i figli maschi. Essere genitori in questo periodo è molto più difficile perchè bisogna sapere e volere orientare il futuro dei propri figli e molti percepiscono questo ruolo come una fatica o mancano semplicemente di quel senso di responsabilità che dovrebbero avere. Non importa se si è divorziati o se si convive, ciò che conta è la volontà a svolgere il ruolo educativo a cui si è chiamati, e questo manca. Viviamo inoltre in una società in cui l’apparire e non l’essere è importante e in cui i soldi sono quasi l’unico parametro per dimostrare che si ha un valore positivo. Purtroppo questi casi aumenteranno sempre più.

Sentirsi responsabili

Continua la polemica sulle affermazioni di Buffon e allora ecco un bello spunto per riflettere.
“La verità non ha ora, è di tutti i momenti, specialmente dei momenti in cui ci sembra inopportuna”. (Albert Schweitzer)

Metterci la faccia

Se si guardano le immagini di Tiger Woods all’ultimo torneo a cui ha partecipato ottenendo un risultato particolarmente negativo, si può capire che cosa sia la delusione e la tempesta emotiva che le sue espressioni manifestano. Lo sport non permette di nascondersi, neanche a un campione planetario. Woods ci fornisce una bella e educativa lezione: non si scappa ma si affrontano i momenti di difficoltà, e questo atleta consapevole del continuo confronto con il suo passato (recente), non ne sarà certamente contento, ma non si tira indietro. Dovremmo imparare da lui a fare lo stesso, cioè sentirsi responsabili al di là del risultato. http://www.repubblica.it/sport/2011/08/13/foto/disastro_woods_fuori_al_us_pga_championship-20397812/1/

Regole e responsabilità per salvarci

Regole e responsabilità sono le parole che il governatore della Banca d’Italia ha pronunciato più spesso nel suo discorso di ieri – ha evidenziato con forza Concita De Gregorio sull’Unità di oggi (http://concita.blog.unita.it/chi-frena-il-paese-1.299307). Riportarlo qui su un blog in cui si parla di sport e nel giorno in cui la notizia è di nuovo il calcio scommesse e la manomissione dei risultati delle partite mette in luce che, anche in questo campo, vale lo stesso monito: senza legalità non c’è competizione e senza di questa non c’è più lo sport. La corruzione è ovunque nel nostro paese dal familismo amorale, al calcio, sino a giungere ai piani alti dell’economia. Se – come dice Draghi – non ci può essere crescita senza legalità, si può ugualmente dire che non c’è posto per i giovani senza legalità, non c’è cultura del lavoro e dello sport senza il rispetto delle regole. Dobbiamo sentirci più impegnati nel riflettere e agire perchè questo modo di vivere dopato venga finalmente invertito. Buon pomeriggio arancione.