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Il mental coaching nel Futsal (Calcio a 5)

Relatore: Emiliano Bernardi

Data: 22 Aprile, ore 19-20,15

Durata: 75 minuti

Il webinar è rivolto ad atleti e allenatori di futsal, psicologi ed esperti in psicologia dello sport. Si approfondiranno le principali implicazioni psicologiche di questo sport in un percorso alla ricerca del miglioramento della performance tratto dall’esperienza dell’autore in club e nazionali giovanili di calcio a 5. Partecipando a questo webinar si acquisiranno competenze su:

  • Le principali mental skill del futsal
  • La velocità di pensiero
  • Creare una routine pre-gara efficace
  • Mantenersi concentrati nei momenti critici della partita
  • I benefici del futsal nel processo di crescita psicofisico di atleti giovani e giovanissimi.
  • La parte finale del webinar sarà dedicata al question time dove si potranno porre domande al relatore.

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Ma quale ricerca del talento!

Se questo è vero, come credo che sia, siamo spacciati:

Cosa si dovrebbe fare invece?
Gli uffici delle risorse non fanno più cultura del lavoro. Noi siamo diventati della fabbriche di collocamento. Le aziende non ci chiedono più una bella consulenza dove per un profilo potevamo andare a dire che quel profilo non era quello giusto. Adesso chiedono solo nomi, nomi, nomi. Sanno che il primo non accetta, il secondo dubita, il terzo prende. Le aziende devono cominciare a fare girare offerte di lavoro etiche, concrete opportunità, e non delle prese in giro che per ovvi motivi molti sono costretti a accettare. Dobbiamo tornare a costruire dei canali dove filtrano solo offerte etiche. Noi dobbiamo cominciare a fare di nuovo un po’ di cultura del lavoro, proprio dove non ce n’è più. (da: http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/confessioni-di-un-recruiter-stiamo-rovinando-il-lavoro/4236839?ref=HREC2-1)

Questo avviene anche nello sport, se si scrive una email al presidente piuttosto che al segretario non ottieni mai una risposta. La risposta l’avrai se qualcuno ti presenta a queste persone. E’ il sistema italiano basato sulla cooptazione per conoscenza diretta e non per competenza. A pochi interessa il tuo curriculum, quello che serve è l’amicizia perché non si è interessati alla funzione (in questo dello psicologo dello sport) ma si stabilisce un rapporto di lavoro per fare un piacere a un amico. La guerra dei talenti di cui tanto si parla in Italia non esiste, domina la cultura del familismo o del prenderti per fame, tanto gli psicologi che hanno bisogno di lavorare sono tanti. Quando dal mondo del lavoro a quello sport si diffondono queste modalità d’impiego si può solo andare via.