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Lamentati e continuerai a sbagliare

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La gioia di vivere di Karin

Vi sono eventi sportivi, partite, che cambiano la percezione degli atleti da parte di chi segue da spettatore appassionato lo sport. E’ il caso del match di ieri fra due tenniste Maria Sharapova e l’italiana Karin Knapp, una partita durata 3.30 ore a + di 40 gradi e che la Knapp ha perso solo al terzo set per due punti: 10-8. Una partita che l’ha vista giocare alla pari sino all’ultimo colpo con estrema determinazione. Sono partite che segnano in positivo e che dimostrano il livello di competitività che questa ragazza, 40 al mondo, ha raggiunto. Segnano non solo per come ha giocato ieri ma perchè sono solo tre anni che ha ripreso a giocare dopo un’interruzione di due anni dovuti a problemi cardiaci, con due operazioni al cuore e due al ginocchio destro. Sarebbe stato più semplice smettere di giocare a tennis, invece è ritornata e ha fatto bene.

Sono queste le storie che fanno bene anche a noi, che ci ricordano come lo sport possa essere un modo di riscattarsi anche da problemi gravi di salute. E’ una storia simile a quella del pallavolista Jack Sintini, alzatore della squadra campione d’italia, e di Alex Zanardi diventato l’handbiker più forte al mondo. Troppo spesso ci dimentichiamo di queste vite positive e vediamo solo i problemi generati dal doping. Sono questi gli esempi che i giovani atleti e atlete devono portarsi nella mente e nell’animo, quelli di chi è stato più forte degli incidenti che gli sono capitati. Il genitore che l’altro giorno mi ha scritto come fare a motivare suo figlio mentre altri si dopano e noi con lui dobbiamo fermarci a apprezzare queste vite e capire cosa ci possono insegnare, così da arricchire la nostra motivazione con idee e convinzioni in grado di sostenerci nei momenti di difficoltà che incontreremo. Lo stesso vale per i giovani che si arrabbiano ogni volta che commettono un errore, come se non dovessero sbagliare: provate a pensare a quanti errori hanno dovuto accettare questi campioni quando hanno ripreso l’attività dopo la malattia o l’incidente, se avessero perso tempo a lamentarsi non sarebbero mai arrivati a dove sono adesso.

Gli errori dell’Inter

L’Inter, secondo me, ha commesso due errori gravi che in queste ultime due partite non gli hanno più permesso di giocare come in quelle precedenti. Gli errori sono rappresentati dal troppo entusiasmo e dal troppo lamentarsi. La partita persa con l’Atalanta è stata successiva a una serie di  molte partite vinte e alla vittoria contro la Juventus. Era una prova importante proprio per l’entusiasmo che si era generato nei confronti della squadra  che andava riconfermato contro una squadra certamente meno forte. L’entusiasmo talvolta determina una condizione di soddisfazione per cui in modo inconsapevole si comincia a pensare che non si può perdere e ciò determina una riduzione della carica agonistica difficile da recuperare durante la partita. Nella partita successiva con il Cagliari  la dirigenza dell’Inter, ha affermato che l’arbitro ha impedito alla squadra di vincere. Questo continuo lamentarsi per i rigori non dati addossa ad altri quello che la squadra non ha saputo realizzare sul campo. Entusiasmarsi e lamentarsi sono due facce della stessa medaglia e non aiutano la squadra a essere  consapevole dei propri pregi e limiti, ci vorrebbe più freddezza da parte di chi guida la squadra.