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Juventus e Roma troppo paurose in Europa

Ieri ho scritto che molti allenatori della Serie A non riescono a sollecitare la competitività della propria squadra e che questo fatto determina ovviamente dei problemi. Quanto scrive Massimo Mauro su Repubblica.it va esattamente nella stessa direzione parlando delle difficoltà di Juventus  e Roma.

“La squadra di Allegri è carica dopo la bella vittoria di Empoli, ma troppe volte ci ha abituato alla squadra forte e arrogante in campionato per poi presentarsi umile e paurosa in Europa … Preoccupa ancora di più la Roma. Dalla notte col Bayern sembra essere svanita la bella squadra vista nella scorsa stagione e in questa prima parte di campionato. Sembra svanito il gruppo: chi gioca non ha più gamba e intensità, chi entra è svogliato e non sembra avere la voglia di cambiare le cose. Traspare malumore dietro i titolari. I nuovi che dovevano rafforzare il gruppo (Iturbe e Cole su tutti) non hanno fatto fare il salto di qualità, mentre Destro e Ljiaic non hanno più la pazienza di aspettare”.

Due squadre che all’estero non sono state capaci, fino a prova contraria,  di essere competitive. In altre parole non lottano, non provano a recuperare i palloni persi con determinazione e non entrano in campo decise. Questo atteggiamento della squadra viene prima del gioco e si basa su un’idea di base semplice: prima fai e poi farai meglio, ma se non fai non migliorerai mai. E’ meglio fare e sbagliare piuttosto che non fare. Questo vuol dire essere competitivi. Le nostre squadre invece sono sinora sembrate paralizzate dal dovere fare la cosa giusta senza commettere errori. In questo caso si diventa lenti e insicuri e un avversario più convinto porta a casa il risultato. Sono convinto che allenatori più consapevoli delle proprie incapacità, potrebbero riflettere su questi temi e trovare delle soluzioni adatte per le loro squadre.

Roma-Napoli: spettacolo e divertimento?

Stasera si gioca Roma Napoli, la prima contro la seconda in classifica, e ci si aspetta una partita divertente fra due squadre che prendono pochi goal e che segnano con facilità. I due allenatori sono persone che non si sprecano in polemiche fra di loro e che stanno insgnando ai giocatori a pensare a una partita alla volta senza montarsi la testa per i successi ottenuti in campionato. La Roma deve temere una squadra che ha segnato sinora 10 goal solo nel primo tempo, che anche se spesso non decidono la partita, danno ovviamente un vantaggio pratico ed emotivo. Un errore che le squadre devono evitare è quello di pensare a cosa succederà se vincono, non devono portarsi con la testa al futuro, soprattutto chi andrà per primo in vantaggio dovrà continuare a mantenere lo stesso tipo di concentrazione avuta sino a quel momento. Per il Napoli sarà utile avere negli occhi la vittoria con il Borussia e non certo quella con l’Arsenal. E’ sempre meglio ricordarsi le vittorie ottenute giocando bene piuttosto che soffermarsi troppo sui difetti. Ciò che può fermare il gioco delle due squadre è il timore di perdere, non essendo abituate a giocare incontri di alto livello.  Il ruolo degli allenatori è, in relazione a questo aspetto, assolutamente decisivo nel convincere i giocatori delle loro capacità tecniche. La fiducia con cui entreranno in campo dipende da loro e da come i giocatori che pù le rappresentano in campo sapranno interpretare con efficacia il loro ruolo. Buon divertimento.

Le ragioni della rinascita della Roma

Il cambiamento dell’atteggiamento in campo della Roma e delle conseguenze che ne derivano: migliore gioco, combattività dei singoli, forte coesione e maggiore senso di appartenenza rappresenta un dato positivo non solo per la Roma, prima in classifica, ma per il calcio italiano. Il primo passo verso questo cambiamento è rappresentato dalla diversa organizzazione della società, più chiara, senza sovrapposizione nei ruoli dirigenziali chiave, che ha determinato la scelta dei giocatori da cedere e quelli da immettere, facendo attenzione alle necessità di bilancio e a prendere non solo giocatori bravi ma anche dotati della personalità necessaria per giocare ad alto livello. Il secondo tassello è costituito dalla scelta di un allenatore non glamour o filosofo ma concreto. Dal punto di vista psicologico si è presentato come il classico padre severo ma giusto; in tal modo i giocatori si sono sentiti rispettati e così da questo nuovo ambiente e dall’intreccio di queste relazioni è nato il gioco attuale.  Il risultato della Roma dimostra che per vincere è innazitutto necessario avere un’organizzazione societaria efficace e un allenatore (il leader della squadra) che valorizzi i calciatori, non li escluda per un pregiudizio personale e che faccia rispettare regole semplici e ben definite. Solo a questo punto inizia l’allenamento del gioco.