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Scegli il tuo allenamento mentale

Dichiara i tuoi sogni. Ti aiuteremo a realizzarli

 

CEI Consulting aiuta gli atleti a: 

  • Identificare i punti di forza e di debolezza della loro concentrazione attraverso un sistema innovativo per la valutazione della prestazione sportiva.
  • Identificare le proprie abilità comparandole con quelle dei migliori atleti al mondo.
  • Sviluppare un programma di coaching mentale per l’alto livello allo scopo di ottenere le prestazioni migliori.
  • Sviluppare una mentalità vincente.

 

CEI Consulting utilizza The Athlete’s Mental Edge, un esclusivo sistema per lo sviluppo dello della prestazione già usato da campioni olimpici e squadre professionistiche. E’ il risultato di 30 anni di ricerche svolte in USA, Canada, Europa e Australia nello sport di livello assoluto. 

Scegli il nostro programma per:

 1.     Stabilire i tuoi obiettivi

  • Come stabilire gli obiettivi
  • Come s’impegna l’atleta tenace
  • L’atteggiamento mentale corretto durante l’allenamento
  • L’attenzione: sulla prestazione e non sul risultato
  • I principali errori degli atleti

 2.     Gestire lo stress agonistico

  • Strategie per ottenere un livello di attivazione pre-gara ottimale
  •  A cosa serve rilassarsi
  • Come imparare a rilassarsi e come raggiungere l’attivazione necessaria
  • Come gestire la tensione psicologica e la fatica durante le gare

 3.     Migliorare la concentrazione

  • A cosa prestare attenzione nel tuo sport e in gara
  • I tuoi Punti di forza e di debolezza nella concentrazione
  • Il recupero della concentrazione dopo un errore e nelle fasi decisive della gara
  • Esercizi per migliorare l’attenzione in allenamento e in gara

 4.     Incrementare la tenacia

  • Sei pronto a gareggiare al tuo meglio?
  • Un piano per contrastare la fatica e restare fiduciosi
  • Di cosa sei preoccupato?
  • Come trasformare la paura in un vantaggio competitivo

 5.     Pianificare la competizione

  • Come restare nella tua zona di attivazione pre-gara ottimale
  • Un’ora prima della gara: che cosa e come fare: al via sei pronto?
  • I tuoi pensieri e stati d’animo prima della e durante la gara
  • Cosa fare durante la giornata di gara
Per informazioni scrivi a: info@cei consulting.it

Non bisogna mai subire l’allenamento o la gara

Fra le difficoltà che un atleta deve affrontare vi è quella di essere pronto a non subire un allenamento, un avversario o le situazioni che si presentano durante una competizione. Subire vuol dire rinunciare a esprimere il proprio valore mentre si entra in uno stato mentale fatto di lamentele, di sensazioni d’incapacità e di recriminazione. Ci si può lamentare nei confronti dell’allenatore che propone esercizi che non piacciono o perchè ci si sente sfortunati. Sono mille le ragioni a cui agganciarsi per entrare in questa condizione mentale negativa che per qualche istante allontana da sé la responsabilità di quanto è avvenuto, perchè la colpa è degli altri o della sfortuna. Questa soddisfazione è di breve durata perchè subito dopo l’atleta si sente dominato da una condizione di poca fiducia verso di sé.

Sono proprio questi i momenti in cui si deve reagire. La prima cosa da fare è essere consapevoli che ognuno è il padrone delle proprie azioni quotidiane e nessun altro. La seconda, riguarda il sapere che gli ostacoli rappresentano le uniche opportunità per migliorare e quindi vanno ricercati per potere imparare ad affrontarli. Terzo, si deve ripensare alle difficoltà che si sono vissute, sapere in che modo le si è affrontate e se si sarebbe potuto fare meglio. Quarto, bisogna pensare alle prossime giornate, verificare quali ostacoli potrebbero presentare e pianificare azioni più efficaci.

Lo stress da competizione

Sappiamo che lo stress è qualcosa che prima s’insinua dentro di noi e poi esplode impadronendosi delle nostre emozioni e del nostro modo di pensare. Lo stress è dei campioni e degli allenatori ma anche delle persone che vogliono migliorare e che ogni giorno vivono lo stress della competizione quotidiana. Oggi non c’è tempo per rilassarsi perchè le persone sono spesso arrabbiate, deluse o stanche. Rilassarsi viene visto come un altro impegno, una fatica aggiuntiva; oppure come impossibile prima di avere risolto i problemi del momento, o ancora come qualcosa che può fare chi a tempo perdere. Non si capisce che è proprio nei momenti di difficoltà o d’impegno frenetico che è importante trovare del tempo per ridurre lo stress. Non basta l’esperienza per non essere stressati, bisogna agire attivamente per ridurlo. Questa idea non è invece diffusa e per questa ragione siamo sempre più stressati.

L’errore quando si gioca bene

Un errore tipico degli atleti e che ultimamente ho dovuto affrontare più volte, riguarda le aspettative generate durante la competizione dallo stare fornendo una buona o anche ottima prestazione, ma che a un certo punto, nella sua fase finale, invece, comincia a deteriorarsi sino a diventare insufficiente. Si può sintetizzare così: “sto facendo bene e poi apparentemente quasi di colpo ho fatto male e non mi sono più ripreso”. Questo risultato evidenzia la difficoltà a controllare le aspettative di concludere così come si è cominciato, si pensa che dovrà succedere proprio in questo modo e poi al primo errore si entra in uno stato mentale d’incredulità per l’errore commesso, incrementando la tensione in modo disfunzionale alla prestazione. Che fare. Il primo passo consiste nello spiegare a questi atleti che trovarsi in difficoltà è un fatto fisiologico e che soprattutto quando si sta facendo bene la pressione su di sè cresce e questa, se non controllata, aumenta di molto la probabilità di sbagliare. Si può fare molto, ma questo è il tema di una prossima volta.

Cari Genitori

Non insultate l’arbitro e non fate il tifo contro gli avversari quando gioca la squadra di vostro figlio. Siate, invece, corretti nel dimostrare in maniera positiva il vostro sostegno a tutti i giocatori, agli allenatori e all’arbitro.

Non urlate a vostro figlio cosa deve fare in campo, non sostituitevi all’allenatore. Lasciatelo, invece, giocare e fare liberamente le scelte che vuole.

Non sgridatelo quando commette un errore o quando gioca male. Sostenete, invece, il suo impegno e dimostrategli che siete orgogliosi di lui.

Non criticate a priori le scelte degli allenatori e degli arbitri. Ascoltateli, invece, mettetevi nei loro panni cercando di comprendere il loro punto di vista.

Non arrabbiatevi quando la squadra di vostro figlio perde, non sentitevi delusi e non sgridatelo. Ricordatevi, invece, che il gioco è dei bambini, non siete voi ad avere perso.

Non ditegli che vi ha profondamente deluso e che non diventerà mai un campione. Fate, invece, attenzione a che lo sport sia per lui un’esperienza divertente ed eccitante.

Non fate finta di nulla quando vostro figlio è deluso o è arrabbiato per qualcosa che è successo mentre giocava ma neanche ditegli che uno stupido a prendersela. Per primo, invece, ascoltatelo, lasciatelo parlare mostrandogli che capite il suo stato d’animo e successivamente trovate insieme una soluzione.

Non insegnate con il vostro comportamento a non avere rispetto per gli altri, siano essi compagni, giocatori di squadre avversarie, allenatori o arbitri. Dimostrategli, invece, che avete rispetto di tutti loro e che pretendete che anche lui lo dimostri.

Non alleatevi con quegli allenatori che fanno giocare solo i migliori e che mostrano maggiore attenzione verso i più bravi. Esigete, invece, che gli allenatori diano a tutti le stesse opportunità per imparare e che dimostrino entusiasmo nel lavorare con i bambini.

Non parlate solo di sport con vostro figlio, non guardatelo solo in TV. Non portatelo solo ai giardini. Praticatelo, invece, insieme, stando all’aria aperta a giocare, impegnandovi in qualsiasi attività fisica che piaccia a tutta la famiglia.