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Sei disposto a sbagliare?

A qualsiasi età possiamo scegliere di cambiare

Si può sempre ricominciare

a patto di essere disposti a sbagliare.

Nuova stagione sportiva, nuove idee, buona fortuna

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La felicità

“La felicità non arriva automaticamente, non è una grazia che una sorte benevola può riversare su di noi e un rovescio di fortuna può toglierci. Dipende solo da noi. Non si diventa felici in una notte, ma dopo un paziente lavoro, portato avanti di giorno in giorno. Il benessere si costruisce con la fatica e il tempo. Per diventare felici, è se stessi che bisogna cambiare”.

Luca e Francesco Cavalli-Sforza

Nel tennis è facile trattarsi male

Il tennis m’insegna ogni giorno quanto sia facile trattarsi male per i giocatori che sono all’inizio di un percorso professionale.  Sono questi giovani, ragazzi e ragazze, di 18-21 anni che pur avendo qualità di gioco e forma fisica non riescono ad accettare gli errori, sono insicuri in campo e negativi con se stessi. In altre parole non sono tennisti abituati ad affrontare gli errori e le difficoltà come ostacoli normali e quotidiani e soprattutto non si divertono perché per loro è un’esperienza pesante e problematica. Nella mia esperienza sono molti di più i giovani che di fronte a queste difficoltà le subiscono e cedono piuttosto che tentare di padroneggiarle. L’unico modo per cambiare questa situazione è quello di iniziare a insegnare a gestire le proprie emozioni e i pensieri in campo. A questo riguardo un aspetto importante da insegnare consiste nella gestione della pause di gioco. I tennisti devono acquisire un sistema che gli permetta di recuperare dalla stanchezza fisica e mentale, subito dopo, di mettersi nella condizione migliore per iniziare un nuovo scambio. Questo approccio al gioco andrebbe allenato quotidianamente. Bisogna sapere che la componente tecnica e atletica del tennis vanno allenate insieme a quella mentale e che non vi è uno scambio di gioco in cui tutte e tre non siano presenti.

Chi vuole saperne di più mi può contattare per mail e riceverà in breve tempo una risposta.

Hai 15 minuti per cambiare

Spesso un ostacolo al cambiamento è rappresentato dalla convinzione di non avere  a disposizione il tempo necessario per cambiare. Questo lo dicono gli atleti ma lo pensano anche i loro allenatori che non spendono tempo per la preparazione psicologica perché ritengono di avere già da fare troppe cose. Una volta per rispondere a queste obiezioni facevo lunghe spiegazioni sull’importanza della psicologia e dell’uso corretto della mente . Poi ho scoperto che in questo modo non facevo altro che rinforzare le resistenze dei miei interlocutori, che continuavano a credere di non avere tempo. A questo punto ho cambiato approccio. Ho cominciato a rispondere chiedendo loro se avevano 15 minuti al giorno da dedicare a qualcosa di diverso che non fosse l’allenamento fisico e tecnico. Ovviamente hanno tutti risposto affermativamente e partendo da questa risposta positiva è stato più facile per me spiegargli come organizzare un allenamento mentale in quel breve periodo di tempo.

Vince chi si adatta più in fretta

Non vince chi ha più talento. Non vince chi ha il fisico migliore. Non vince chi è più intelligente. Sono tutti aspetti utili ma non decisivi per vincere.

Vince chi si adatta meglio e più in fretta alle situazioni agonistiche  che avvengono momento per momento durante una gara.

Continua a vincere chi innova il suo modo di allenarsi e gareggiare in modo concreto, realizzabile e sfidante

Balotelli deve cambiare atteggiamento

Balotelli può diventare un talento sprecato, con il vantaggio di vivere in un mondo dorato che gli allevia gli insuccessi con il denaro che in ogni caso guadagna. Forse farà la fine di Cassano, felice sconfitto in una squadra minore, dopo avere potuto essere il talento del calcio italiano. Eterni ragazzi che non accettano le regole perchè considerano il loro talento superiore alla necessità di rispettarle. Il loro problema è che non sanno di avere un problema, per cui continuano a ripetere sempre gli stessi comportamenti negativi. Il problema è rappresentato invece dagli altri che non li capiscono e che limitano il loro genio calcistico. La collaborazione e lo spirito di squadra sono dimensioni sociali di cui non conoscono il significato, esistono solo loro; sono parte della generazione-Io. Pongono se stessi al centro del mondo e sono il parametro a cui si devono adeguare le regole. Narcisisti: sì e veramente grandiosamente negativi. Possono cambiare, certamente se capiranno che il mondo può fare a meno di loro.

E’ utile cambiare allenatore durante il campionato?

Le squadre italiane di calcio cambiano spesso allenatore, talvolta anche prima dell’inizio del campionato, la domanda che ci si pone riguarda ovviamente l’utilità di questo modo di agire dei presidenti delle società. Le statistiche sono a questo riguardo di poca utilità, poichè evidenziano che talvolta le squadre cambiano in meglio ma in altre occasioni non si ottiene questo stesso risultato. Si cambia perchè i calciatori contestano il tecnico o per seguire gli stati d’animo dei tifosi o per capriccio del presidente o perchè l’allenatore vuole imporre la sua filosofia di gioco in modo rigido. In questo periodo si parla spesso di “progetto della squadra” ma credo sia più un modo di dire che un programma specifico e dettagliato costruito su un’idea del tecnico. “Progetto” vorrebbe dire che società e tecnico sono concordi nel seguire una strada, che dovrebbe essere stata tarata in precedenza sulle caratteristiche dei calciatori che formano la squadra. In caso contrario è una parola vuota e alle prime difficoltà tutti si troveranno a dare addosso all’allenatore, che diventa così il capro espiatorio, che viene di conseguenza licenziato. Giocare al genio incompreso da parte del tecnico non è a mio avviso per lui professionalmente utile, perchè i presidenti non sono dei mecenati pazienti e i calciatori se non capiscono non sono motivati, pur se sono professionisti, a impegnarsi a realizzare quanto richiesto. In altre parole, l’allenatore che vuole porare avanti le sue idee deve tenere presente il contesto nel quale le dovrà applicare, di questo fanno parte i calciatori e il presidente, se non è convincente nel suo operato nessuno sarà disposto a dargli quella fiducia che serve a realizzare un progetto nuovo. Ogni situazione avrà poi anche altre specificità che sono solo sue, ma la regola principale è che non si può far fare alle persone ciò che non vogliono fare, specialmente se come cantava Giorgio Gaber: “… tu sei solo e loro sono tanti.”

Sei un game changers

E’ quanto si propone un programma della National Collegiate Athletic Association in collaborazione con il programma Human Highlight Reel, si tratta di fare pervenire a questa associazione video per presentare studenti-atleti che hanno dimostrato questa capacità all’interno della comunità in cui vivono, perchè possano diventare fonte di ispirazione per tutti. Devono avere dimostrato dedizione,determinazione e spirito di sacrificio. Valori questi che li spingono a essere dei modelli al di là dell’evento sportivo. Guardiamo il sito, forse sarà un po’ retorico ma credo che ci sia da imparare molto da queste iniziative. E’ innanzitutto una maniera per valorizzare i giovani e per parlare di alcuni valori di base che non riguardano quanto sei bravo ma come vivi la tua vita nel tuo ambiente sociale. Noi invece continuiamo a organizzare premi per l’etica da dare a campioni famosi e che a loro volta partecipano perchè non possono negarsi. Perchè non premiamo gesti di atleti magari meno importanti ma per questo più significativi, proprio perchè non producono fama.    Leggi:  http://www.ncaa.com/buick