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Osa e vinci

Dopo la vittoria della Italia sulla Francia del rugby, i giocatori italiani hanno detto che Brunel gli ha insegnato il significato dello sport, a entrare in campo con la voglia di vincere e che per raggiungere questo obiettivo bisogna osare. Osare significa avere il coraggio di fare qualcosa che sia rischioso. Voglio fare notare che questo approccio è alla base non solo della mentalità vincente ma anche della motivazione. Infatti gli esseri umani sono spinti da tre bisogni: competenza, socializzazione e eccitazione.

Quest’ultimo, l’eccitazione, è sostenuto dall’abilità a svolgere attività valutate come emozionanti, sapersi assumere dei rischi (calcolati) è il modo in cui si soddisfa questa necessità E’ un bisogno che è già presente nell’infanzia e il riquadro qui sotto ne illustra le ragioni.

Sapersi assumere dei rischi

Si collega al sapersi muovere pensando durante le attività svolte. Ad esempio, nel calcio sempre più spesso i tecnici affermano che i giovani calciatori tirano raramente in  porta o non sanno fare un dribbling. Tirare in porta è una situazione sportiva in cui è possibile sbagliare l’esecuzione ed essere tacciati dagli altri compagni di volere giocare da soli. Il giovane si assumerà questo rischio se sa che il tecnico apprezza questo modo di agire, se premia l’osare e non soltanto le azioni corrette o quelle che sono state preparate in precedenza insieme alla squadra.   Dal punto di vista cognitivo saper decidere rischiando e saper pensare durante il gioco in situazione di pressione competitiva sono due aspetti che favoriscono lo sviluppo dell’intelligenza motoria, che è molto sviluppata fra gli atleti.

Come si vede non bisogna arrivare in nazionale per imparare a osare, basta creare situazioni di allenamento in cui i giovani debbano assumere delle iniziative per soddisfare le esigenze dell’esercitazione.

Osare e divertirsi è il credo di Brunel

Jacques Brunel, il nuovo allenatore della nazionale di rugby, sta insegnando ai giocatori italiani a osare e divertirsi anche in uno sport così duro e fisicamente combattivo come il rugby. Deve essere proprio entrato nella mente profonda dei suoi ragazzi se un giocatore esperto come Andrea Lo Cicero afferma “Uno che crede in noi. Che non vuole distruggere ma costruire. Divertirsi. Divertire.Uno che ci sta insegnando cos’è davvero lo sport”.  Sarebbe interessante sapere come mai gli allenatori precedenti non erano riusciti a entrare nella loro mente  e in che modo le esperienze sul campo contro squadre forti hanno permesso ai giocatori di raggiungere un livello di consapevolezza che prima gli mancava e che li ha resi pronti a seguire l’approccio di questo allenatore. Probabilmente la soluzione sta nell’interazione fra atteggiamenti dell’allenatore e quelli della squadra. Resta comunque interessante notare che il rugby italano ha ottenuto i migliori risultati con allenatori francesi, l’attuale e George Coste, rispetto a quelli d’oltre oceano, forse è anche nella stessa mentalità europea il segreto di sapere parlare ai giocatori.