Archivio per il tag 'auto-controllo'

Perchè è così difficile l’autocontrollo in gara?

L’autocontrollo delle proprie prestazioni sportive è un compito veramente difficile anche per un atleta esperto.

Ma chi si può definire esperto? Chi è in grado di gestire con efficacia una sequenza di difficoltà crescenti in specifiche situazioni.

L’autocontrollo si basa sullo sviluppo delle competenze di auto-regolazione in tre aree distinte:

  • auto-regolazione del comportamento – l’atleta agisce osservandosi e adatta strategicamente i suoi comportamenti.Un atleta sbaglia un tiro e decide cosa fare per eseguirlo in modo corretto l’azione successiva,
  • auto-regolazione ambientale -l’atleta si adatta al modificarsi delle condizioni meteorologiche o del risultato della gara. Negli sport di tiro l’atleta può cambiare il colore delle lenti degli occhiali in funzione del cambiamento della luce o può prendersi più tempo prima dell’esecuzione.
  • autoregolazione interna – l’atleta è consapevole dei suoi processi cognitivi ed emotivi e decide se perseverare in quelle condizioni o se modificarle. Durante la prestazione di gara o in allenamento pensieri ed emozioni predispongono l’atleta a esprimersi al suo massimo oppure possono essere fonte di problemi da risolvere.
L’atleta esperto deve essere accurato e costante nello svolgere queste attività di auto-regolazione monitorando nello stesso tempo i risultati delle sue prestazioni, così da essere consapevole di quali siano le condizioni migliori per poter competere al meglio e incrementare la fiducia in se stessi.
Il mental coaching è il mezzo attraverso cui allenare queste competenze.

I tre aspetti dell’auto-controllo

L’obiettivo di un atleta è di essere sempre propositivo nelle competizioni e, quindi, di non subire ciò che accade in gara. Ogni atleta deve infatti aumentare l’auto-controllo, perchè altrimenti ogni fatto lo può distrarre dalla sua prestazione. Vi sono a mio avviso tre forme di auto-regolazione:

  1. Il controllo del comportamento – significa sapere adattare il proprio alle situazioni di gioco. Un calciatore che sbaglia un goal facile, dovrebbe pensare al suo errore e immediatamente capire cosa dovrà fare di diverso per non cadere nella stessa situazione. Ad esempio, non so se Balotelli, che nel derby di ieri ha sbagliato 3 reti, dopo il primo errore si è fermato un istante a riflettere a come fare meglio nell’occasione successiva.
  2. Il controllo ambientale – riguarda ad esempio come si reagisce a quei tifosi che ti fischiano in continuazione. E’ successo ieri a Torino a Giovinco, che è stato continuamente fischiato dai tifosi della sua squadra. Lui ha continuato giocare senza lasciarsi influenzare, ha segnato un goal e non ha esultato.
  3. Il controllo dei propri pensieri e emozioni – si riferisce a quello che fa un atleta quando è ansioso o sente troppo la competizione e riguarda tutte quelle azioni mentali, che ovviamente non sono visibili, ma aiutano l’atleta a mettersi in una condizione psicologica favorevole.

Per qualsiasi atleta essere consapevole di questi tre aspetti dell’auto-controllo può essere molto utile per costruirsi un approccio mentale alla gara che gli sia veramente utile.