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Italia non competitiva

A forza di sbagliare goal… si pareggia. La migliore spiegazione psicologica è quella fornita da Prandelli quando dice che è mancata cattiveria e energia. Quando non ci sono non si può essere competitivi.

Troppo agonismo alla Juve?

Continua la serie non positiva della Juventus contro le squadre di media-bassa classifica. Potrebbe essere determinata da un eccesso di furore agonistico? Il legittimo desiderio di vittoria può infatti determinare livelli di attivazione fisica e mentale molto elevati che vanno a disturbare la concentrazione sul gioco e, quindi, l’esecuzione del gioco preparato in settimana. Gli attaccanti juventini non sono stati all’altezza del compito, perchè in queste situazioni in cui si deve vincere, la troppa tensione può non fare giocare come si sa: il tempo passa la palla non entra in rete e lo stress cresce, sino a trasformare un giocatore in un atleta evanescente. Questo è un peso che avverte molto di più chi deve segnare rispetto al resto della squadra. Il furore agonistico va bene, bisogna però coniugarlo con la lucidità mentale, che in questo tipo di partite devono dimostrare in particolar modo gli attaccanti.

Cambia allenatore anche il Parma

Nuovo cambio di panchina nel calcio, questa volta tocca a Colomba, Parma, che viene sostituito da Donadoni. Il Parma è una squadra che manca di continuità nell’impegno agonistico. Esempi di questo atteggiamento in partita sono le due vittorie con Udinese e Napoli che dimostrano la capacità di essere competitivi anche con squadre certamente più forti, ma che non è stata messa in mostra contro altre squadre.  Altro dato i due pareggi 3-3 contro squadre del proprio livello che evidenziano la difficoltà a mantenere un risultato positivo e la fragilità nel sapersi difendere. Quindi mancanza di continuità nella tenuta agonistica e scarsa tenacia e determinazione nel sapersi difendere. Difetti di mentalità che si riverberano sul gioco.

Olimpiadi Europee per atleti master

Si stanno svolgendo in questi giorni gli European Master Games che riguardano 20 discipline sportive e mi sembra una buona opportunità per chiedersi quali siano i fattori psicologi che spingono queste persone a impegnarsi in unaattività agonistiche. Anche perchè non si tratta di poche decine di persone, perchè insieme ai World Master Games costituiscono le manifestazioni sportive con il maggior numero di partecipanti. A Sydney nel 2009 furono 28.089 gli atleti in gara provenienti da 95 nazioni. L’atleta più anziano è stata una donna di 101 anni. Lo studio condotto con i partecipanti ai mondiali ha dimostrato che i fattori motivazionali più significativi riguardavano: l’ambiente socializzante dello sport, l’essere fisicamente in forma e il miglioramento delle proprie prestazioni sportive. Al contrario fattori quali: perdita del peso, miglioramento salute mentale e vivere più a lungo non sono emerse come rilevanti in questo gruppo di atleti. Dal mio punto di vista ritengo che queste ultime motivazioni potrebbero essere più evidenti in un gruppo di persone sedentarie o che svolgono attività in maniera saltuaria, mentre dagli atleti potrebbero essere considerate come delle precondizioni, date per acquisite, necessarie per sviluppare le altre motivazioni che sono state identificate. Per approfondimenti leggi “Sport psychological constructs related to participation in the 2009 World Masters Games” di Heazlewood et al., mail: Ian.Heazlewood@cdu.edu.au