Oscar a “Free Solo”

Alex Honnold salendo in free solo El Capitan ha compiuto l’impresa di rendere possibile una scalata impossibile. Elizabeth Chai e Jimmy Chin con la loro camera hanno reso possibile l’impresa impossibile di far vincere un Oscar ad un film di arrampicata.

Free Solo è un film che ci aspettiamo di vedere nei Festival di settore, ma che invece piace e piace a tutti, non solo agli appassionati e le sale sold out in tutto il mondo lo dimostrano.

La ricetta del successo è semplice e basata su pochi ingredienti.

C’è una grande impresa facilmente comprensibile anche a chi di arrampicata non sa nulla: non c’è bisogno di competenze tecniche, di sapere cosa sia un grado di difficoltà per capire che salire senza alcuna protezione una parete di 1000 metri è una cosa incredibile, fuori dal mondo.

C’è una grande carica emotiva che attanaglia dall’inizio alla fine come nei più grandi thriller. La cosa assurda è che sei lì, seduto sulla poltroncina, con fiato interrotto e la paura che Honnold possa cedere da un momento all’altro, quando lo sai benissimo come finirà, ma malgrado questo non respiri comunque.

C’è un grande protagonista: Alex Honnold ha la faccia simpatica e ha una forte carica umana nel suo essere inumano in quello che fa. E poi c’è sempre quel dubbio, nonostante lui spieghi con precisione che quello che fa è solo frutto di un duro lavoro, che in fondo sia solo un pazzo.

C’è un grande lavoro sulle immagini che sono spettacolari e bellissime grazie alla bravura di Jimmy Chin ed Elizabeth Chai.

Infine, c’è un grande insegnamento, che è quello di avere coraggio e che è possibile credere nell’impossibile.

Ed allora non resta che dire grazie ad Alex Honnold, a Jimmy Chin ed Elizabeth Chai. Grazie per aver portato l’arrampicata nell’olimpo del cinema. Grazie per aver dimostrato, ancora, che si può rendere possibile l’impossibile. Grazie”.

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L’attenzione nel tennis

Analisi - riguarda la consapevolezza interna. Si usa questo approccio ampio-interno per valutare quanto è accaduto nel punto precedente, per recuperare energia e preparare alla fase successiva del problem-solving.

Problem-solving - focus interno e ridotto. Si utilizza il canale dl problem-solving per analizzare le situazioni di gioco e le difficoltà della partita e per servirsi della visualizzazione.

Azione - Questa situazione è centrale per il tennista. Riguarda l’esecuzione delle sue abilità. Durante il gioco l’attenzione è ridotta e rivolta all’esterno. Nessun pensiero dovrebbe intervenire.

Le caratteristiche del tennis che lo psicologo deve conoscere

Il tennis è uno sport:

  1. individuale
  2. di opposizione
  3. che si gioca su terreni diversi, all’aperto o al chiuso
  4. senza contatto diretto con avversario
  5. a eliminazione diretta
  6. di lunga durata e variabile in ogni match
  7. in una partita si giocano mediamente 120 punti
  8. vince chi commette meno errori
  9. i giocatori commettono molti errori
  10. ogni punto giocato è mediamente lungo 20 secondi
  11. tra ogni punto vi è una pausa di 20 secondi
  12. che richiede rapidi spostamenti laterali e in avanti
  13. in cui ogni giocatore vuole imporre con il gioco il suo pensiero tattico
  14. in cui si deve capire rapidamente il gioco dell’avversario, i suoi punti di forza e debolezza
  15. in cui l’attenzione passa da una fase di decontrazione e valutazione del punto giocato, al decidere come giocare il punto successivo, al focus sul servizio/risposta e gioco
  16. in cui si giocano 50 e più partite ogni anno

 

La salute mentale degli atleti di alto livello

Kristoffer Henriksen, Robert Schinke, Karin Moesch, Sean McCann, William D. Parham, Carsten Hvid Larsen & Peter Terry (2019). Consensus statement on improving the mental health of high performance athletes. International Journal of Sport and Exercise Psychology. Published online: 31 Jan 2019.

Questa dichiarazione è il prodotto di un Think Tank internazionale realizzato su iniziativa dell’International Society of Sport Psychology. Lo scopo è di riunire le principali organizzazioni della psicologia dello sport per discutere lo stato attuale e le sfide future degli aspetti applicativi e di ricerca relativi alla salute mentale degli atleti. Gli autori presentano sei proposizioni e raccomandazioni per orientare le organizzazioni dello sport e la ricerca. Le proposizioni sono: la salute mentale è un aspetto chiave della cultura dell’eccellenza, nell’ambito dello sport la salute mentale dovrebbe essere meglio definita; la ricerca sulla salute mentale nello sport dovrebbe ampliarsi i suoi scopi e valutazioni; la salute mentale degli atleti è la principale risorsa per la carriera dell’atleta e per la vita successiva a quella di atleta; l’ambiente può nutrire o essere a detrimento della salute mentale dell’atleta; e la salute mentale riguarda tutti ma dovrebbe essere affrontata da poche persone. Si suggerisce ai ricercatori di sviluppare una definizione di salute mentale più contestualizzata e maggiormente comprensiva delle strategie di valutazione. Nello stesso tempo i ricercatori dovrebbero collaborare con le organizzazioni dello sport per costruire ambienti sportivi sostenibili per gli atleti di élite e il ruolo degli esperti in salute mentale. Le organizzazioni sportive dovrebbero riconoscere che la salute mentale degli atleti è un aspetto centrale del sistema sportivo centrato sulla salute dell’élite.  nonché un indicatore chiave della loro efficacia, del supporto ai programmi di ricerca e della promozione delle basi della salute mentale

Se ti dicono che sei pazza, continua a realizzare i tuoi sogni!

“If we show emotion, we’re called dramatic,” Serena Williams, who reportedly has been enlisted to help present the best picture nominees at the Oscars, says in the ad. “If we want to play against men, we’re nuts. And if we dream of equal opportunity, we’re delusional. When we stand for something, we’re unhinged. When we’re too good, there’s something wrong with us. And if we get angry, we’re hysterical, irrational, or just being crazy. ”

Quanti allenatori maschi continuano ogni giorno a parlare in questo modo?

 

Permettiamo allo sport d’insegnare ai bambini i valori morali ed etici?

Insegnano ai bambini e ai giovani atleti i valori etici e morali o insegnano a ingannare e a non avere la responsabilità delle proprie azioni?

Guarda questo video veramente interessante.

Risultati immagini per Should We Let Sports Teach Children Moral and Ethical Values?

Carlo Ancelotti parla di calcio e mentalità delle squadre

Interessante intervista a Carlo Ancelotti sul ilnapolista, da leggere.

Alcune idee:

Pochi minuti di conversazione e siamo già a mai fuorigioco e a un elogio dell’Atletico Madrid. Allora, in riferimento al match di Champions con la Juventus, gli riferiamo dell’ardore di Fabio Capello nell’opporsi all’equivalenza Simeone-brutto calcio.

«L’Atletico Madrid non gioca male, ti fa giocar male. Non ti fa giocare come tu vorresti. Per tanti motivi. Innanzitutto perché sono molto ben organizzati. Ma anche per la loro struttura psicologica. Sono molto aggressivi in tutte le situazioni. Anche con l’arbitro. Nel tempo, sono  migliorati. Adesso giocano più a calcio, anche se giocano un calcio che possiamo definire diverso dalla normalità. Cercano molto la sostanza e poco l’estetica.

A lei piace?

«Sì – la risposta è secca -, è un calcio che mi piace».

A questo punto insistiamo: le piacerebbe che il suo Napoli giocasse come l’Atletico Madrid?

«Io credo che alla fine la qualità del gioco paga sempre, però la qualità del gioco deve essere supportata da tanti altri valori altrettanto importanti che sono la determinazione, la cattiveria in certe circostanze, la personalità, la responsabilità che uno si deve prendere. Quella che voi a Napoli chiamate cazzimma. Mi piacerebbe un Napoli così».

#Mattarella #studio #cultura #apertura

#Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss:

“All’Italia serve studio, approfondimento, capacità di comprendere la realtà e rifuggire l’improvvisazione. La cultura ci insegna l’apertura al mondo e il rifiuto di ogni isolamento”.

Askanews

Le competenze mentali degli atleti vincenti

Le competenze psicologiche che un atleta deve dimostrare in gara e in allenamento sono spesso difficili da definire,  perché si rischia di fare una lista senza fine, che quando diventa troppo ampia perde la sua utilità poiché non si sa più da dove cominciare e cosa serve realmente nei momenti più importanti di una gara. Ciò nonostante oggi vorrei elencare le abilità che dal mio punto di vista rappresentano una pietra miliare nella vita sportiva di un atleta.

  • Auto-controllo – vuol dire sapere quali sono i comportamenti da metter in atto nelle varie situazioni sportive e che bisogna sapere gestire per soddisfare le richieste di gara. L’auto-controllo richiede il rispetto dell’avversario e nel contempo l’abilità a indirizzare se stessi e la propria aggressività per oltrepassare le difficoltà poste dalla gara e dall’avversario, con l’obiettivo di fornire la migliore prestazione di cui si è capaci.
  • Prontezza all’azione – l’atleta è una persona che agisce e quindi deve essere pronto a calciare una palla, a tirare un colpo, a mettere una botta, a correre a un ritmo preciso, ad anticipare gli avversari, a iniziare piuttosto che concludere in modo efficace una gara e così via. La prontezza si manifesta quindi in un elevato livello di consapevolezza situazionale: bisogna sapere cosa fare in un determinato momento e farlo nel modo migliore.
  • Tenacia e resilienza – non mi è chiara la distinzione fra questi due concetti psicologici, ma ritengo che un atleta debba continuare a fare del suo meglio anche quando è stanco, quando tutto sembra perduto, nei momenti decisivi, quando manca poco alla fine di una gara, quando si sente confuso ma sa che ha preparato un piano per quei momenti.
  • Attenzione – Robert Nideffer ha detto che l’attenzione è l’unica cosa che conta nei momenti decisivi, sono d’accordo e per questa ragione la considero come quell’abilità che mette in grado l’atleta di sapere dove indirizzare il proprio impegno mentale. Bisogna sapere a cosa prestare attenzione, sapere quando servirsi di uno stile attentivo rivolto in modo ampio verso l’ambiente piuttosto che invece averne uno più ristretto e focalizzato su pochissimi fattori esterni. Senza un’attenzione adeguata non si è in grado di comprendere cosa sta per accadere e di muoversi anticipatamente.
  • Ottimismo – La spiegazione delle prestazioni sportive è un fattore importante poiché determina l’aspettativa in relazione a quelle future. Gli esseri umani sono spesso impegnati a spiegarsi i propri risultati positivi e negativi. E’ pertanto fondamentale che un atleta abbia una percezione ottimista delle proprie prestazioni, poiché se si spiegano i risultati positivi in termini di fortuna o mancanza di avversari competenti, difficilmente si potrà migliorare e acquisire una mentalità vincente.

Webinar: La consulenza con atleti con disabilità

American Psychological Association, Sport Psychology Division organizza il primo FREE webinar del 2019.

Unisciti ai partecipanti il 19 marzo 5:00 PM – 6:00 PM CET per il  webinar su Consulting with Athletes with Disabilities! Tema attuale e importanti relatori.

Registrazione:

https://register.gotowebinar.com/REGISTER/4936894466465835522