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Nadal: I play to be the most competitive

Play to be the most competitive. This seems to be the purpose of Nadal, and not to become the No.1 again or exceed Federer for number of victories.

Nadal plays tennis because he likes this sport and he is constantly striving to keep this opportunity as long as possible. He understood and integrated in him that to win you don’t have to worry about winning, but only the best diet for him, the best training for him, the best self-care for him determine the most competitive man on the court.

What happens before the match determines what he will do in the court. The game is the peak of this preparation aimed at experiencing the maximum pleasure in demonstrating to themself and the world his competitiveness.

Nadal vince gli Us Open dopo una sfida infinita contro Medvedev

Tennis is an emotional meat grinder

Nadal says that tennis is a difficult and lonely sport in which the mental aspect is dominant over everything else. It’s a description of this game, profession, explaining in a few words how hard it’s to be successful in court, and contains in itself the reason why so many young players leave but very few become high-level players, and became part of the top 100 in the world. Tennis is a sport that challenge the self-confidence, because at the end of each game one loses and one wins and this is repeated many many times, spaced a few seconds apart. Submit themselves to this subtle torture it’s what the players love and hate, but when you are in this meat grinder of ups and downs, which stimulate contrasting feelings only few resist the temptation to give up and maintain high confidence in themselves .

8 times Nadal at Roland Garros: calm and anger

I like to call “majestic” Nadal’s match vs Ferrer. Nadal showed great anger on every shot without ever having hurry to finish. The expressions on his face are there to witness it.

Nadal-Ferrer: the power of the mind

La partita tra Nadal e Ferrer terminata a favore del primo per 7/6, 6/0, è l’esempio di come un match si vinca e si perda a causa della mente. Nel primo set Ferrer è sempre stato in vantaggio, anche se di poco, giungendo sino al tie break e poi ha perso facendo 48 punti contro i 50 di Nadal. A questo punto la reazione sarebbe dovuta essere, “Ho perso di pochissimo, gioco alla pari anche il secondo set.” La storia è stata nei fatti esattamente l’opposto: 6/0 per il vincitore. Non si può attribuire questo risultato disastroso a una caduta nel fisico. Sarà stato anche stanco, ma è apparso mentalmente esaurito, un giocatore così forte non può accettare di essere umiliato sul campo. Non sappiamo cosa abbia pensato in quei momenti, ma una partita persa in questo modo lascerà un segno profondo in Ferrer. Perdere fa male, ma perdere in questo modo, senza essere mai stati competitivi nel secondo set, crea delle crepe nella fiducia che non è facile eliminare. I giocatori lo sanno, puoi cercare di mascherarlo agli altri ma sai che hai ceduto, che non hai reagito, questo è il ora il suo problema. Dovrà darsi da fare per liberarsene.

Prova di carattere di Nadal

La mente è importante ma non può aiutare a vincere quando non si è in forma. La prova di Nadal nella finale degli Internazionali di tennis è stata una prova in cui Nadal si è trovato sempre a vincere il set successivo a quello messo a segno da Djokovic. A mio avviso è stato un esempio di quanto forte è il desiderio di restare attaccati all’avversario anche quando non si è in condizione di battersi al massimo delle proprie possibilità. Nadal non ha mai rinunciato e Djokovic ha dovuto giocare al meglio per vincere questo match. E’ stato un ottimo esercizio di tenacia e di espressione di quello che dovrebbe essere l’atteggiamento migliore da mettere in campo anche quando non si è in piena forma.