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#Atleti top #Natale > probabilità di ammalarsi

English Institute of Sport (EIS)  ha distribuito agli atleti del Work Class Programme un pacco contenente informazioni sulla salute e e prodotti per la prevenzione per aiutarli a combattere i germi invernali e a rimanere sani durante il periodo delle feste.

Secondo un’indagine condotta da EIS gli atleti di elite hanno quattro di più la possibilità di ammalarsi durante il periodo delle feste. Ciò sarebbe dovuto al break  dagli allenamenti che determinerebbe un leggero rilassamento nella loro dieta, all’igiene delle mani e alla routine dell’allenamento,  determinati da un aumento degli eventi sociali e all’esposizione ai germi. Queste situazioni potrebbero influire negativamente sugli’allenamenti di gennaio.

Anita Biswas, il medico che ha guidato il progetto ha detto ” Per gli atleti è importante rilassarsi durante le vacanze ma in passato abbiamo visto che molti atleti che si sono ammalati in questo periodo o che sono tornati ancora ammalati”.

 

Vi auguro Buon Natale

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BUON  NATALE

RICORDIAMOCI:

UNA COSA FATTA BENE,

PUO’ ESSERE FATTA MEGLIO

L’auto-spiegazione è un’importante tecnica di apprendimento

Una rassegna degli studi sul valore dell’auto-spiegazione che gli studenti si danno in relazione al contenuto del loro studio e al processo di apprendimento ne mette in evidenza. Questo studio è particolarmente significativo per la numerosità delle ricerche analizzate (64) e per il quantità di giovani coinvolti (6.000).

Questo studio nasce dall’osservazione che spesso gli studenti imparano senza comprendere le relazioni che uniscono i vari stadi dell’apprendimento di una determinato argomento e di conseguenza non sono così competenti a a trasferire di un compito a condizioni differenti. Nello sport, significa non riuscire a eseguire un fondamentale tecnico in situazioni di gioco o durante le gare. Saprebbero eseguire il compito ma gli manca il legame con una situazione diversa da quella in cui hanno imparato. Oppure non sono in grado di comprendere che quel problema è un sotto-obiettivo di un problema globale.

Non sono quindi competenti nello sviluppare un ragionamento basato sull’anticipazione di quanto sta succedendo sul campo, inquadrando la soluzione in un sistema più globale. Nel tennis, potrebbe riguardare la gestione di un punto (aspetto globale) partendo dal colpo che si sta per effettuare (sotto-obiettivo).

Bisogna insegnare ai giovani a fornirsi delle auto-spiegazione attraverso

Bisra, K., Liu, Q., Nesbit, J.C., Salimi, F., e Winne, P.H. (2018). Inducing self-explanation: A meta-analysis. Educational Psychology Review, 30, 703-725.

 

 

Maureen Weiss #giovani #sviluppo #competenza

40 anni fa Maureen Weiss  è stata una delle prime ricercatrici a focalizzarsi sullo sport e attività fisica come contesti in cui promuovere lo sviluppo sociale, fisico e psicologico dei giovani. Ha scritto: Il mio lavoro è partito da una prospettiva teorica, prendendo in considerazione le abilità cognitive, sociali, emotive e motorie nel descrivere e spiegare le variazioni nel comportamento in relazione alla motivazione, auto-percezione, relazioni sociali, sviluppo morale e apprendimento per osservazione”.

Dal 2009, Weiss è impegnata in Girls on the Run, programma rivolto allo sviluppo sociale, emotivo e motorio delle ragazze attraverso la corsa.

Ha partecipato al  ISYS 40th Anniversary dove ha fornito eccellenti suggerimenti per i giovani che vogliono diventare esperti in un’area di loro interesse.

Come vivere le prestazioni peggiori

Voglio riproporre questo blog, poiché sapere reagire a pessime prestazioni è una capacità importante, non facile da imparare e ancora una volta sono i grandi campioni che indicano la strada da seguire per raggiungere questo obiettivo così importante per ogni atleta, anche giovane.

Se sei un campione lo fai capire da come affronti le sconfitte e Tiger Woods lo è.

Un giorno, dopo il punteggio peggiore della sua carriera, Tiger Woods ha giocato la fase finale del Torneo Memorial come se fosse una domenica qualsiasi. Indossava la camicia rossa. Ha giocato con lo stesso ritmo. Ha gettato fili d’erba in aria per giudicare il vento e si è accucciato a leggere i putt più importanti. L’unica differenza era che ha giocato da solo e non coppia. Ha anche tolto da solo un’asta della bandiera quando il suo caddy era occupato a rastrellare un bunker.
“Solo perché sono in ultima posizione non cambia come gioco a golf”, ha detto. “Se è il primo giorno o l’ultimo giorno, non importa. Bisogna giocarsela tutta”

“Questo è uno sport solitario”, ha detto Woods. “Questa è una delle cose più difficili del gioco del golf, ed è anche una delle cose migliori del gioco del golf. Quando sei su, nessuno ti può rallentare. Quando sei fuori, nessuno ti viene a prendere. E’ duro ma devi affrontarlo.

Italia: + povera, + auto – sport

«Immaginatevi un mondo con poche e piccolissime isole di prosperità, immerse in un mare di povertà e stagnazione. Ci stiamo dirigendo lì», a parlare è l’economista Joan Rosés, professore alla London School of Economics, che insieme a Nikolaus Wolf, capo economico alla Humboldt University di Berlino, ha pubblicato la ricerca sul “Ritorno dell’ineguaglianza regionale“.

Questo dato è anche confermato per l’Italia dall’indagine condotta da Save the Children intitolata “Le periferie dei bambini“:

  • 259.000 (11%) bambini e adolescenti delle 14 città più grandi vivono in zone periferiche con problemi urbanistici, educativi e sociali, in prevalenza quartieri dormitorio privi di opportunità. Sono zone piene di sporcizia, l’aria non è pulita e si percepisce un elevato rischio di criminalità.
  • Roma e Genova: vivono in queste aree il 70% dei giovanissimi
  • Napoli e Palermo: il 60%
  • Milano: 43%
  • Cagliari: 35%
  • 1 minore su 4 vive in appartamenti inadeguati
  • in Italia vi sono 10milioni di minori e 37milioni di auto
  • + 50% adolescenti non pratica alcune attività sportiva
  • povertà educativa: nel 2013, 3 milioni e 200mila bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni (47,9%) non hanno letto nemmeno un libro, a parte quelli scolastici
Sempre più ridotti sono gli investimenti per l’istruzione passati dal 4.6% al 3.9%, laddove in altri paesi europei (Francia e Germania) sono aumentati sino al 5% del PIL.

 

 

10 regole per diventare un allenatore di successo

10 regole per diventare un allenatore di successo secondo John Salmela (1945-2014).
  1. Sentirsi impegnati ad acquisire e ampliare nuove tattiche e strategie
  2. Maturare come allenatore richiede tempo. E’ necessario essere pazienti e onesti con se stessi.
  3. Sapere che solo perché qualcosa ha funzionato negli ultimi tre anni non fornisce garanzie che continui a farlo nel prossimo futuro. E’ necessario sapere valutare e adattare il proprio approccio e le strategie.
  4. E’ importante saper lavorare duro e bisogna saperlo accettare.
  5. Bisogna essere consapevoli che per diventare esperti ci vorranno molte più ore di quelle che si era previsto.
  6. Bisogna trovare uno stile di allenamento che rispetti la propria personalità e consenta di esprimersi al proprio massimo.
  7. Bisogna sapersi conquistare il rispetto degli atleti, essendo di esempio nel rispettarli.
  8. Bisogna saper creare un ambiente che sia percepito dagli atleti come educativo, divertente e sfidante.
  9. Bisogna comunicare agli atleti in maniera chiara le proprie aspettative, i pensieri e le convinzioni.
  10. Bisogna sapere che la decisione finale spetta all’allenatore

I fondamentali del baseball

I fondamentali del baseball secondo Ken Ravizza  (1948-2018), un maestro della preparazione psicologica.

10 domande per capire l’efficacia del proprio allenamento

10 domande ad atleti e allenatori. In quale misura il mio allenamento è orientato a insegnare che:

  1. l’atleta controlla totalmente il processo delle sue azioni (es: la tecnica, il timing, precisione e rapidità) e molto meno  il risultato
  2. il prima determina il dopo (es: qualità del warm-up determina la prontezza fisica ad allenarsi)
  3. l’errore è parte integrante dell’allenamento e il miglioramento avviene attraverso la reazione immediata a questa situazione
  4. bisogna mantenere elevata l’intensità e la concentrazione per tutta la durata dell’allenamento
  5. si deve essere mentalmente pronti a fare e non solo fare
  6. bisogna essere consapevoli dei propri pensieri, emozioni e azioni
  7. l’allenamento non è una sequenza di esercitazioni ma di situazioni da risolvere nel modo migliore
  8. il dialogo allenatore/atleta è un aspetto fondamentale del proprio successo come allenatore e atleta
  9. prima d’iniziare un esercizio bisogna sempre impegnarsi per qualche istante a immaginare il compito da svolgere
  10. le routine comportamentali sono indispensabili per eseguire compiti impegnativi o per affrontare le situazioni di gara