Archivio mensile per agosto, 2021

Cosa fare dopo le Olimpiadi e Paralimpiadi

Tanto per conoscere cosa fanno altri paesi per seguire il periodo di decompressione degli atleti e allenatori dopo le Olimpiadi e Paralimpiadi

Source: English Institute of Sport

For those who compete, coach or form the vital support teams around athletes, the Olympic and Paralympic journey is full of emotion, from elation to disappointment and everything in between. Each Games is unique and the postponement of Tokyo 2020, the on-going pandemic and the COVID safe measures at the Games, are just some of the additional factors that will contribute to the waves of emotion that all involved are likely to go through.

Experiencing a range of emotions before, during and after the Games is completely normal and in a bid to help athletes and support staff to positively process the emotional experience of the Tokyo 2020 Games, the English Institute of Sport (EIS) Psychology team will be working closely with sports on a post-Games period of Performance Decompression. This applies to those who have attended the Games, and those providing remote support whether technical or operational. We have all been in this together.

Head of Performance Psychology at the EIS Dr Kate Hays explained:“Utilising knowledge from research both in sport and the military, alongside extensive practical experience, we have evolved existing decompression processes. We have created this process to help all involved in the Games to transition from one cycle to the next in the most effective manner possible. This hopefully provides the opportunity to reflect on and recognize what has been experienced, gain a sense of closure, and facilitate a smoother transition to what comes next.

“During decompression, there will be time for congratulations on what has been achieved, contextualizing experiences and for the management of expectations concerning return to training or moving on to the next chapter.

“We will be working really closely with our Mental Health and Performance Lifestyle teams so that any stress experienced can be effectively acknowledged, monitored and appropriate referrals can be instigated.”

The four phases of the decompression process are as follows and the EIS Psychology Team will facilitate guidance around ‘Time Zero’ (stage 2) and training on ‘Process the Emotion’ (stage 3):

  • Hot debrief
  • Time Zero
  • Process the Emotion
  • Performance debrief

Time Zero focuses on restorative care to create balance in a soothing space where no focus is on achievement. This break involves:

  • Live in the moment – engage in the now
  • Ride the wave – know that it’s okay to feel a range of emotions
  • Connect with others – be with friends and family


The next stage is Process the Emotion, which focuses on making sense of the emotion that surrounds performance and is split into six phases. This stage will celebrate the positive and explore what was challenging. It will also highlight strengths and skills which can be utilised in the next steps.

Whilst this work was developed for sports and athletes who have been in Tokyo for the Olympics and Paralympics, the decompression process will also be rolled out to staff at the EIS.

Towards the end of 2020, the Psychology team launched Lockdown Debrief training within the EIS to help our people process the pandemic and the range of experiences we all went through.

As well as experiencing the debrief themselves, Line Managers were upskilled to deliver the training to ensure everyone at the EIS had the opportunity to participate in a Lockdown Debrief. This same approach will be utilised with ‘Processing the Emotion’ of the Games.

Rolling this decompression work out across the EIS will allow everyone to process the Olympic and Paralympic Games, something our staff have worked towards and contributed to during this unique cycle, whilst tying into our values of We Care and We Collaborate.

La pigrizia collettiva colpisce la Juventus

La Juve soffre, a mio avviso di un problema che già aveva manifestato lo scorso campionato ma che, dopo la partenza di Ronaldo, la partita con L’Empoli ha messo di nuovo in evidenza.

E’ stato un risultato inaspettato  e che deriva da un collasso collettivo.

Questo fenomeno si verifica quando in una squadra la maggior parte dei giocatori  gioca al di sotto del suo livello di abilità e delle aspettative. L’unico leader in campo era Bonucci e nessuno degli altri compagni mostra al momento doti li leadership.

Studiando gli sport di squadra in Svezia, Apitzsch [2019] ha rilevato dalle dichiarazioni di 146 giocatori e 15 allenatori di élite che il 70,8% dichiarava di avere vissuto un’esperienza di questo tipo almeno una volta durante il campionato e in prevalenza giocando fuori casa.

Questo fenomeno è principalmente attribuibile a una comunicazione insufficiente e negativa, alla non accettazione del ruolo in campo e a un contagio emotivo negativo tra i giocatori durante la partita. Una specie di pigrizia collettiva che ha impedito alla Juventus d’impegnarsi al 100%, determinata da una perdita di motivazione dovuta alla percezione di giocare contro un avversario più debole e che invece aveva preparato al meglio la partita e dimostrando sul campo il proprio valore. Ronaldo è servito anche ad assorbire le difficoltà della squadra, lui era il vincente che risolveva le partite con un gol quasi certo (tutti hanno detto con Ronaldo parti 1-0) ed era anche il capro espiatorio da attaccare per il suo individualismo. Andato via, alla prima partita la Juventus ha mostrato una carenza di presenza sul campo, personalità, deprimente.

Nel calcio gli episodi più clamorosi di collasso collettivo sono accaduti durante la semifinale della Coppa del Mondo del 2014 svoltasi in Brasile, dove la nazionale brasiliana perse 7-1 contro la Germania e nel 2005 durante la finale di Champions League Milan-Liverpool svoltasi a Istanbul, quando la squadra italiana perse la partita dopo avere concluso il primo tempo in vantaggio di 3-0.

Bebe Vio: eccezionale

Di Bebe Vio è stato detto tutto e i suoi successi fuori e dentro la pedana stanno a dimostrare la sua eccezionalità.

Aggiungo una testimonianza significativa, quella del chirurgo che l’operata e che fa 7/8.000 operazioni all’anno.

“Eccezionale. Lei è così piccola, minuta, giovanissima, nemmeno una montagna di uomo ce l’avrebbe fatta. Ma lì è tutta questione di testa, di voglia, e lei ne ha un serbatoio inesauribile”.

Ricordiamocela questa descrizione di Bebe Vio, perchè viene da una persona particolarmente esperta, che pesa le parole e non vive di facili entusiasmi.

Bebe Vio: "Ho rischiato di morire". Rivelazione choc dopo la medaglia d'oro  nel fioretto alle Paralimpiadi Tokyo 2021

Una donna artista in Afghanistan: Shamsia Hassani

“L’arte cambia la mente delle persone e le persone cambiano il mondo”.

Questo è scritto nella home page di @ShamsiaHassani, giovane artista afghana.

Realizza graffiti e murales  che raccontano la vita delle donne, nel paese considerato il peggiore al mondo dove una donna possa vivere.

Shamsia Hassani - Official Website

Paralimpiadi: l’incredibile storia di Abbas Karimi

Abbas Karimi è uno dei sei atleti della squadra dei rifugiati presente a Tokyo. Karimi ha 24 anni, è nato senza braccia, afgano ed è un nuotatore. Nel 2013 è scappato con suo fratello in Turchia, passando per l’Iran. Il suo sogno era di diventare un campione paralimpico.

Tramite Facebook riuscì a trovare un allenatore di football in Oregon, Mike Ives, che lo aiutò a andare negli Stati Uniti con lo status di rifugiato e a vivere con lui. Trovò una squadra di nuoto e così inizia ad allenarsi. Nel 2017 vinse l’argento ai campionati mondiali paralimpici di nuoto, nei 50m farfalla. Da quel momento non ha più smesso di allenarsi e durante la pandemia si è traferito in Florida per allenarsi in una piscina all’aperto con un altro allenatore da cui è andato anche a vivere.

Di lui il suo nuovo allenatore dice: “Potrei vederlo come un supereroe, una specie di misto tra Aquaman, Superman e Spider-Man, con tutte le sue abilità”.

Uno dei suoi migliori amici gli ha suggerito  che quando i suoi pensieri gli ricordano quanto sta succedendo in Afghanistan:”Hai lavorato duramente per tutto il tempo che ti conosco, e ci sono così tante cose che accadono in Afghanistan, mantieni la tua mente chiara e concentrata sul tuo approccio”.

La sua storia è una storia pazzesca, una delle tante che s’incontrano alle Paralimpiadi.

Afghan-born swimmer wins silver at World Para Swimming Series - The Khaama  Press News Agency

Libro: Fondamenti di psicologia dello sport

Fondamenti di psicologia dello sport

Alberto Cei

Il Mulino, settembre 2021, p.296

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La psicologia dello sport è una disciplina che ha acquisito sempre più interesse negli ultimi anni e ha saputo ritagliarsi un suo spazio autonomo all’interno della psicologia e delle scienze dello sport e del loro insegnamento. I principali temi che affronta questa materia riguardano otto grandi aree: i processi cognitivi coinvolti nel controllo motorio e nella prestazione sportiva; le abilità psicologiche implicate nei diversi tipi di discipline; i processi motivazionali; il ruolo dell’allenatore e dell’organizzazione dell’allenamento; i programmi sportivi per l’infanzia; il benessere e la salute; le abilità interpersonali e le dinamiche di gruppo; i processi di autoregolazione, i livelli di attivazione e i sistemi per affrontare lo stress agonistico. In questo libro, l’autore illustra le conoscenze che la psicologia dello sport ha acquisito in queste aree principali e fornisce un panorama esaustivo in grado di soddisfare docenti, studenti e quanti sono interessati o vogliono avvicinarsi a questa disciplina.

Indice del volume: Introduzione. – I. I processi motivazionali nello sport. – II. Sport e personalità. – III. Processi di autoregolazione e livelli di attivazione. – IV. L’attenzione: dalla teoria all’applicazione. – V. Dinamiche di gruppo. – Riferimenti bibliografici. – Indice analitico.

Tributo a Terry Orlick

We are saddened to hear of Dr. Terry Orlick’s passing today. Terry, as he was commonly referred to by his friends, colleagues, and students, was a true leader in the field of sport and exercise psychology. Terry was known for his professional practice, where he worked with many successful Canadian and international athletes spanning Summer and Winter sports over several decades. Terry Orlick was also known as a renowned and respected internationally acclaimed author. His books spanned the many editions of In Pursuit of Excellence, a world-recognized favorite, translated into many languages, and a long list of profound contributions, authored and co-authored.
Terry also wrote books where he supported children’s identities, and in his earliest work was about cooperative, non-competitive sport, a topic pertinent today across many cultures in several hemispheres. As a reader of these novel contributions, it can be said his vision reflected and affirmed a person with an expansive vision and a care for the field and the people it touches.
Dr. Terry Orlick was also a renowned scholar and graduate supervisor. To this day, his scholarship in the field of elite athlete excellence, and particularly, athlete career termination, co-written with younger colleagues, leaves its contributive mark on our field. The scholarship was thematically acclaimed, and in addition, methodologically innovative, well beyond its time. Terry was a qualitative researcher, and the scientific work he authored and co-authored was rigorous, rich, and as a result, heavily cited and readily applied.
I was fortunate enough to have taken several graduate courses with Terry and experienced him on my supervisory committee, while studying a master’s degree at the University of Ottawa. His courses were my favorite, spanning my graduate and post-graduate years, in part due to his grasp of subject matter, and partly based on his pedagogical and inclusive approach to intellectual exchanges with younger colleagues and aspiring students. He was perhaps the best of listeners in a field known for listening and empathy.
On behalf of the International Society of Sport Psychology, there is reason to celebrate Dr. Terry Orlick’s life and contribution to the people and field he touched, who were many. Regrets are to his family, friends, and close colleagues, as this world will truly miss a remarkable person and professional – one of the International Society of Sport Psychology’s International Distinguished Scholars.
Robert Schinke, President of the International Society of Sport Psychology.
Terry Orlick Quotes - IdleHearts

Tokyo 2020 Giochi Paralimpici. WeThe15 campagna per rompere le barriere

Lanciato ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, WeThe15 prevede di avviare il cambiamento nel prossimo decennio, riunendo la più grande coalizione di organizzazioni internazionali dal mondo dello sport, diritti umani, politica, comunicazione, affari, arti e intrattenimento.

In un momento in cui la diversità e l’inclusione sono argomenti caldi, il 15% che ha una disabilità vuole un cambiamento efficace per rimuovere la disuguaglianza e l’inattività. Come la razza, il genere e l’orientamento sessuale, vogliamo avere un movimento dietro il quale tutte le persone con disabilità possano radunarsi. Un movimento globale che faccia pubblicamente una campagna per la visibilità, l’inclusione e l’accessibilità della disabilità.

WeThe15 farà luce sul 15% della popolazione mondiale. Costruirà una maggiore conoscenza delle barriere e della discriminazione che le persone con disabilità affrontano quotidianamente a tutti i livelli della società. Così facendo abbatteremo queste barriere in modo che tutte le persone con disabilità possano realizzare il loro potenziale ed essere membri attivi e visibili di una società inclusiva.

Inizia il Campionato di Serie A

Inizia oggi il campionato di Serie A. Vi sono ben 12 nuovi allenatori su 20 squadre. I cambi hanno riguardato squadre che lottano per il successo e quelle che lottano per la retrocessione; sono andati via allenatori che avevano raggiunto obiettivi importanti e quelli che non li avevano raggiunti. Una volta si sarebbe detto che è un calcio isterico che distrugge i suoi attori, ora il calcio si è adeguato alla filosofia di oggi. Per cui non c’è tempo, tutto deve avvenire subito altrimenti si cambia.

Antonio Conte va via dall’Inter vittoriosa perchè sa già che la squadra non verrà rinforzata e Andrea Pirlo perchè la Juventus è arrivata quarta. E’ proprio questa precarietà della professione di allenatore di calcio che a mio avviso gli dà la forza e il potere che oggi hanno. Ogni stagione si giocano tutto e ciò li mette in una condizione dominio incontrastato, tanto è vero che si portano dietro il loro staff, costituito dalle persone di loro fiducia e ripartono con nuovo progetto, disegnato sulla figura del nuovo allenatore.

Vedremo come questi allenatori, tutti bravi perchè svolgono questo lavoro da molti anni in un contesto fortemente competitivo e pronto a incolparli riusciranno costruire squadre coese e combattive. Intanto, questo dovrebbe essere il punto di partenza su cui si inseriscono le qualità dei calciatori e il gioco della squadra. Essere solo bravi serve a poco se non si accompagna a queste due dimensioni psicologiche.

Il campionato ci dimostrerà quali sono le squadre che sapranno sviluppare meglio questo tipo di amalgama e quella che lo farà con maggiore costanza, partita dopo partita.

Perchè continuiamo ancora a parlare di calcio

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: – come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità? – - Non glielo spiegherei -, rispose – gli darei un pallone per farlo giocare – . Il calcio professionistico fa tutto per castrare questa energia di felicità. Ma lei sopravvive malgrado tutto. E forse per questo capita che il calcio non riesca a smettere di essere meraviglioso. Come dice il mio amico Angel Ruocco, questa è la cosa più bella che ha: la sua inesauribile capacità di sorprendere. Per quanto i tecnocrati lo programmino perfino nei minimi dettagli, per quanto i potenti lo manipolino, il calcio continua a voler essere l’arte dell’imprevisto. Dove meno te lo aspetti salta fuori l’impossibile, il nano impartisce una lezione al gigante, un nero allampanato e sbilenco fa diventare scemo l’atleta scolpito in Grecia.

(Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio)

 

Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. «Questi sono i profeti. I poeti del gioco».”

(Osvaldo Soriano, Futbol. Storie di calcio)