Essere concentrati sulla prestazione e non sul risultato

Spesso mi chiedo se non sia ripetitivo continuare a parlare che bisogna pensare al gioco o alla prestazione piuttosto che pensare al risultato finale. Ciò nonostante mi trovo a ancora parlare di questo argomento con i giovani con cui lavoro, per la ragione che sono loro stessi a riproporlo. Qualcuno dice: “Penso sempre al risultato della partita, già dal giorno prima così divento teso e nervoso e questo non mi serve” o anche “Penso alla gara più importante anche se è fra un mese e non a quelle che vengono prima”. Un tennista mi ha detto: “Prima pensavo sempre al punto, ora penso di più a spingere”.

Diciamo pure che in massima parte gli atleti non sono allenati a pensare alla prestazione, che riguarda i comportamenti da mettere in atto per raggiungere gli obiettivi di risultato (vincere, fare il proprio tempo migliore, entrare in finale) bensì pensano con più facilità del risultato delle loro azioni, ho vinto/perso.

Molti giovani continuano a pensare che il risultato debba essere il loro pensiero principale.

Bisogna essere consapevoli che l’errore è sempre tecnico, se un tiro nel calcio va fuori anziché in porta vuol dire che si è colpita male la palla, ma questo è solo l’effetto, la questione a cui l’atleta e l’allenatore devono rispondere è:

l’errore è tecnico perchè il giovane ha provato un tiro che non possiede ancora completamente a causa di qualche limite tecnico.

l’errore è mentale perchè doveva passare la palla , dato che da quella posizione non avrebbe mai centrato la porta

Lo stesso errore può avere cause attribuibili a diversi fattori, se l’allenatore continuamente mette l’accento solo sulla tecnica o sulla tattica, l’atleta svilupperà una mentalità in cui ogni errore è sempre tecnico e quindi mai penserà ad allenare la mentalità.

 

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